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Cari amici,
siamo Teresa e
Gianni Andreoli dell’Equipe 62-84 Genova C.
Breve
presentazione
Introduzione
Per questo
incontro di inizio anno delle Coppie Responsabili di Equipe ci è
stato chiesto di presentare una relazione. Abbiamo pensato alle
volte che, come coppia CRE, abbiamo partecipato a questo
incontro: ci sono venute in mente le sensazioni e gli stimoli
che i relatori di turno ci hanno lasciato nel tempo. Abbiamo
anche cercato e riletto i lavori e le proposte degli incontri
CRE degli anni in cui non siamo stati presenti.
(Teresa non
butta via niente e trova sempre tutto; io che sono un po’
accaparratore di natura, asporto diverse copie dei documenti e
li semino in posti “sicuri” ma non li ho mai quando servono)
Come studentelli abbiamo quindi navigato nei siti scaricando
sull’argomento quel poco che ancora non avevamo in casa,
cercando spunti qui e là, utilizzando il lavoro di altri per
cogliere le sensazioni, i consigli, le esortazioni, insomma
tutte le belle parole che il Movimento ci ha nel tempo fornito
per rendere il nostro servizio fecondo.
Noi
sinceramente siamo rimasti affascinati da quante belle cose sono
state dette, scritte e proposte sul servizio della CRE:
davvero il
Signore ha ispirato chi è riuscito a trovare immagini così
significative e forti (pensiamo al servizio con il grembiule, al
concetto della rete e delle maglie e dei nodi) e per tutto ciò
che dopo questi incontri riesce a rimanere dentro al nostro
animo e che ripensiamo durante il nostro servizio di
responsabili annuali della nostra Equipe.
Non so se in
questa relazione riusciremo a trovare immagini altrettanto
efficaci, ma siamo confortati dal fatto che comunque tutti
questi contributi sono a disposizione nella storia del Movimento
e facilmente rintracciabili.
L’esperienza di CRE
Vorremmo
allora provare a raccontare il nostro vissuto di CRE, i nostri
sentimenti e ricordi, certo non con la pretesa che la nostra
esperienza rappresenti l’applicazione letterale ed assolutamente
autentica del Metodo ma con la convinzione che il vissuto e
l’esperienza della coppia siano altrettanto didattici quando
vengono pregati e letti con discernimento e abbandono al
progetto di Dio.
Ci siamo un
po’ interrogati e, ripensandoci, il servizio di CRE è davvero
atipico nel Movimento:
dura solo un
anno ed è l’unico che ci viene proposto più di una volta nella
vita, a rotazione, come se in qualche modo i nostri
co-equipiers ci volessero offrire la possibilità di ricominciare
un nuovo percorso arricchiti dall’esperienza dell’aver provato
il servizio di responsabilità delle altre coppie della nostra
equipe.
Dopo un anno
di servizio CRE avevamo considerato le difficoltà incontrate ad
organizzare gli incontri, le disdette dell’ultimo momento, gli
imprevisti, i bambini, il consigliere spirituale iperimpegnato,
i tempi non rispettati, il tema di studio non sempre esaurito,
la preparazione in coppia latitante, ……..
Ci sembrava di
avere fallito nel servizio o, quanto meno, lo avevamo avvertito
come un peso.
In qualche
modo avremmo voluto fare di più rispetto all’anno precedente, ci
sembrava che la nostra Equipe non crescesse, non si aprisse al
movimento e non partecipasse agli eventi e alle occasioni
offerte. Quante volte siamo caduti nella tentazione di giudicare
i nostri Equipiers!!!!
Poi, negli
anni successivi, altre coppie ci hanno fatto capire con la loro
serenità, il loro equilibrio, il loro saper farsi carico, saper
diventare davvero custodi e responsabili, come la CRE si offra
per l’Equipe nel suo modo di essere, più che nelle
preoccupazioni pratiche. Abbiamo proprio sentito e apprezzato la
cura che le coppie della nostra Equipe, nel loro servizio di CRE,
hanno messo nel proporsi come amorevoli giardinieri attenti alla
crescita di una pianta.
Una pianta che
ha il suo tempo per fiorire, che non necessariamente deve stare
sempre in pieno sole, ha bisogno di nutrimento e acqua ma in
giusta misura, per manifestare il progetto che il Creatore ha su
di lei dando al mondo la gioia di poter godere del suo profumo,
dei suoi colori, del suo messaggio di bellezza e compimento.
Proviamo a
sintetizzare in tre aspetti il nostro punto di vista sul
servizio di CRE.
1. Un servizio
di coppia
Come amare e
avere cura della nostra Equipe? Prima di tutto amando e avendo
cura del proprio coniuge. E’ necessario avere presente che prima
di tutto abbiamo scelto di intraprendere un cammino con il
nostro coniuge, un cammino di crescita nel Sacramento del
Matrimonio e in questo cammino impariamo nella nostra
quotidianità ad amarci e a prenderci cura l’uno dell’altra
alimentati e sostenuti dalla presenza del Signore che abbiamo
scelto e vogliamo come nostro compagno di viaggio. Abbiamo poi
sentito il desiderio, l’esigenza di condividere il nostro
cammino con altre coppie che hanno scelto un percorso come il
nostro. Oggi, come CRE, ci viene chiesto di amare e prenderci
particolarmente cura di queste coppie che altro non sono che i
nostri compagni di Equipe.
Fare un
servizio di coppia è prima di tutto fare un servizio in
coppia ed è proprio la coppia, la nostra coppia, il primo
luogo del servizio. Il servizio CRE diventa allora una palestra
per lavorare insieme, per confrontarci. E’ un’opportunità di
crescita perché siamo costretti a trovare momenti in cui insieme
pensiamo alle situazioni delle altre coppia della nostra Equipe,
insieme preghiamo per loro. Noi due insieme ci facciamo carico,
abbiamo nel cuore con uno sguardo d’amore i nostri amici, le
loro ansie e le loro gioie diventano le nostre. Ci troviamo uno
spazio per affidare la nostra Equipe al Signore pregando
insieme. In realtà ci accorgiamo che pensare alla nostra Equipe
con un senso di responsabilità ci rende più vicini, più uniti e
attenti reciprocamente, più capaci di ascoltarci.
2. Custodi
della nostra Equipe
Custodire nel
senso di aver cura, difendere. Che significato ha avere in
custodia questo piccolo gruppo di amici? In realtà abbiamo in
custodia un bene che non ci appartiene: siamo partecipi di una
comunità che non si è scelta come persone ma che ha scelto come
obiettivo il percorso di crescita spirituale della propria
coppia chiedendo fortemente la presenza del Signore. Tutte le
coppie del Movimento sono animati dal medesimo desiderio ed è
per questo che il senso di comunione e lo spirito che anima i
nostri incontri è sempre lo stesso, è per questo che ci stupiamo
di quanto sia facile e naturale condividere e aprire i nostri
cuori anche quando incontriamo, fuori dalla nostra Equipe,
Equipiers sconosciuti nel corso di riunioni di collegamento,
sessioni, ritiri, serate di formazione.
Ci piace
immaginare il ruolo della CRE come il filo di una collana di
perle: le perle sono le persone, le coppie e i consiglieri; il
filo le unisce nella loro individualità e fa in modo che siano
sempre splendenti, utilizzando per ognuna di esse gli strumenti
più adeguati, con sensibilità e delicatezza.
Non c’è un
modo solo per essere CRE: come è diverso il modo di esprimere e
manifestare l’amore per il coniuge, così ogni coppia, con le
proprie caratteristiche e il proprio modo di essere rende unico
ed irripetibile l’amore e la cura per la propria Equipe.
3. La CRE come
ponte e finestra sul Movimento.
Questo è un
punto che ci sta particolarmente a cuore, in particolare
all’inizio del nostro servizio in EI. Crediamo davvero che la
CRE abbia il grande privilegio di poter trasferire, attraverso i
collegamenti e da essi al Settore, il sentire delle coppie,
l’esperienza concreta della santificazione nella ferialità.
Questi valori, questa vita vissuta, la realtà delle coppie e la
loro arricchente diversità, devono essere ben presenti nel
Movimento per orientare gli interventi formativi, per poter
leggere i segni dei tempi con una consapevolezza concreta della
storia degli uomini. Analogamente, la CRE deve riportare agli
Equipiers lo sforzo che il Movimento fa per mantenersi fedele al
carisma e all’intuizione originale, proponendo le linee di un
percorso che attraversa la storia leggendola con gli occhi della
coppia. La grande ricchezza del nostro Movimento è rappresentata
dal contributo sempre nuovo che le coppie che subentrano nei
servizi di responsabilità possono fornire, ciascuna con i doni
che lo Spirito ha voluto distribuire.
4. Un compito
“particolare”:
Abbiamo
parlato (forse anche troppo….) del servizio CRE verso l’Equipe
ed in particolare verso le altre coppie; ma non ci stiamo
dimenticando di qualcuno? Ebbene sì,
il Consigliere
Spirituale. Avere a cuore l’Equipe non può non determinare anche
un nuovo sguardo d’amore sul CS e sulla sua comunità. Troppo
spesso gli abbiamo delegato alcune parti della riunione come se
fossero una prerogativa solo sua (la Preghiera, a volte anche il
tema di studio). Impegniamoci a coinvolgerlo di più nella
preparazione, nel rispetto dei suoi impegni.
Non possiamo
non ascoltare le difficoltà e le fatiche quotidiane della nostra
chiesa locale. Facciamoci sentire più partecipi alla vita della
sua comunità, facciamogli sentire una nuova vicinanza, un
affetto e un’amicizia, un calore e un’accoglienza che gli
consentano di vivere l’Equipe non come un impegno ma come un
momento di crescita e di ricarica, come avviene per noi.
In conclusione,
“amiamo con il cuore di Dio perché il nostro diventi il mondo
dell’amore”.
Non è facile
ma……… facciamoci soccorrere dalla Parola:
“Siate
misericordiosi, come è misericordioso il Padre vostro. Non
giudicate
e non sarete giudicati; non condannate e non sarete condannati;
perdonate
e vi sarà perdonato; date e vi sarà dato; una buona misura,
pigiata,
scossa e traboccante vi sarà versata nel grembo, perché con la
misura con
cui misurate, sarà misurato a voi in cambio". Lc 6,27-38
Pillole per
la riflessione
1 La
coppia è comunione di amore e di vita per il dono dell’amore e
della vita
Nell’esperienza di CRE abbiamo potuto interrogarci meglio su
quanto c’è di comunione in noi due, quale è il nostro grado di
condivisione, di accoglienza concreta dell’altro, di come faccio
esperienza della salvezza nel cammino di tutti i giorni con il
coniuge, di quanto ci abbandoniamo a Dio nella preghiera. Non
possiamo mettere in comunione l’amore se non condividiamo la
vita: ripensiamo alla nostra vita di coppia con serenità e
lasciandoci guidare dalla tenerezza. Guardiamo con misericordia
prima di tutto noi stessi e scopriamoci tanto incompiuti quanto
amati da Dio.
Da questa
nuova consapevolezza della nostra imperfezione nasce una maggior
cura dell’altro, e in particolare delle altre coppie della
nostra Equipe: la nostra Equipe ci è stata affidata non per la
realizzazione di grandi progetti umani ma perché in ogni coppia
si realizzi il disegno di amore di Dio. E’ un Dio che ci cerca,
che ha bisogno di noi perchè il Suo amore sia fecondo. Un
aspetto del nostro servizio sta nell’aiutare le coppie della
nostra Equipe a lasciarsi trovare da Dio, facilitando questo
incontro con il pensiero, la preghiera, l’ascolto, la ricerca e
il farci prossimi.
2
L’amore di
relazione è il progetto di un incontro in divenire, dinamico e
non ancora completato
Il nostro
amore è concreto, la nostra relazione di coppia non è un
progetto già completamente definito ma una storia da riscoprire
ogni giorno, per meglio dire da abbracciare ogni giorno. E’ un
abbraccio che non vuol rappresentare il possesso ma
l’accoglienza, braccia che si aprono per ricevere e non per
trattenere.
La
responsabilità nell’Equipe incarna proprio questo atteggiamento,
un abbraccio quotidiano della storia delle altre coppie che ci
stanno a cuore e nel cuore, nelle loro speranze e difficoltà e
nelle loro gioie, personali e di famiglia. Dove c’è un incontro
non può esserci lontananza, disinteresse, la tua vita in qualche
modo lascia una traccia in me, mi cambia, mi arricchisce di una
nuova esperienza. In un angolo terrò sempre ben presente il tuo
sguardo, le tue lacrime e il tuo sorriso, la tua preghiera
spontanea, il tuo silenzio, (anche le tue inimitabili polpette
con il sugo di pomodoro….)
3
Nella coppia
si rende evidente la presenza di Dio nella ferialità
E nella tua
storia di coppia della mia Equipe, mi fai vedere come Dio è
presente oggi, qui, adesso e mi vuole bene attraverso il nostro
incontrarsi, nel giorno qualunque, dal mattino alla sera e negli
atti che si ripetono con apparente e banale rassomiglianza e
continuità. La fatica del giorno non ci fa dimenticare che per
essere visibilmente coppia occorre manifestare la tenerezza,
l’accoglienza, la misericordia e il perdono.
Tenerezza,
accoglienza, misericordia e perdono, rappresentano lo spirito
del servizio della CRE verso l’Equipe di base: ecco perché noi
crediamo che sia prima di tutto un servizio d’amore che ogni
coppia interpreterà secondo i doni di ciascuno.
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