Incontro CRE del Settore di Alessandria, 12.10.2008

"CRE: un servizio d'amore"

di Teresa e Gianni Andreoli

 

 

 
 

Cari amici,

siamo Teresa e Gianni Andreoli dell’Equipe 62-84  Genova C.

Breve presentazione

 

Introduzione

Per questo incontro di inizio anno delle Coppie Responsabili di Equipe ci è stato chiesto di presentare una relazione. Abbiamo pensato alle volte che, come coppia CRE, abbiamo partecipato a questo incontro: ci sono venute in mente le sensazioni e gli stimoli che i relatori di turno ci hanno lasciato nel tempo. Abbiamo anche cercato e riletto i lavori e le proposte degli incontri CRE degli anni in cui non siamo stati presenti.

(Teresa non butta via niente e trova sempre tutto; io che sono un po’ accaparratore di natura, asporto diverse copie dei documenti e li semino in posti “sicuri” ma non li ho mai quando servono) Come studentelli abbiamo quindi navigato nei siti scaricando sull’argomento quel poco che ancora non avevamo in casa, cercando spunti qui e là, utilizzando il lavoro di altri per cogliere le sensazioni, i consigli, le esortazioni, insomma tutte le belle parole che il Movimento ci ha nel tempo fornito per rendere il nostro servizio fecondo.

Noi sinceramente siamo rimasti affascinati da quante belle cose sono state dette, scritte e proposte sul servizio della CRE:

davvero il Signore ha ispirato chi è riuscito a trovare immagini così significative e forti (pensiamo al servizio con il grembiule, al concetto della rete e delle maglie e dei nodi) e per tutto ciò che dopo questi incontri riesce a rimanere dentro al nostro animo e che ripensiamo durante il nostro servizio di responsabili annuali della nostra Equipe.

Non so se in questa relazione riusciremo a trovare immagini altrettanto efficaci, ma siamo confortati dal fatto che comunque tutti questi contributi sono a disposizione nella storia del Movimento e facilmente rintracciabili.

 

L’esperienza di CRE

Vorremmo allora provare a raccontare il nostro vissuto di CRE, i nostri sentimenti e ricordi, certo non con la pretesa che la nostra esperienza rappresenti l’applicazione letterale ed assolutamente autentica del Metodo ma con la convinzione che il vissuto e l’esperienza della coppia siano altrettanto didattici quando vengono pregati e letti con discernimento e abbandono al progetto di Dio.

Ci siamo un po’ interrogati e, ripensandoci, il servizio di CRE è davvero atipico nel Movimento:

dura solo un anno ed è l’unico che ci viene proposto più di una volta nella vita,  a rotazione, come se in qualche modo i nostri co-equipiers ci volessero offrire la possibilità di ricominciare un nuovo percorso arricchiti dall’esperienza dell’aver provato il servizio di responsabilità delle altre coppie della nostra equipe.

Dopo un anno di servizio CRE avevamo considerato le difficoltà incontrate ad organizzare gli incontri, le disdette dell’ultimo momento, gli imprevisti, i bambini, il consigliere spirituale iperimpegnato, i tempi non rispettati, il tema di studio non sempre esaurito, la preparazione in coppia latitante, ……..

Ci sembrava di avere fallito nel servizio o, quanto meno, lo avevamo avvertito come un peso.

In qualche modo avremmo voluto fare di più rispetto all’anno precedente, ci sembrava che la nostra Equipe non crescesse, non si aprisse al movimento e non partecipasse agli eventi e alle occasioni offerte. Quante volte siamo caduti nella tentazione di giudicare i nostri Equipiers!!!!

Poi, negli anni successivi, altre coppie ci hanno fatto capire con la loro serenità, il loro equilibrio, il loro saper farsi carico, saper diventare davvero custodi e responsabili, come la CRE si offra per l’Equipe nel suo modo di essere, più che nelle preoccupazioni pratiche. Abbiamo proprio sentito e apprezzato la cura che le coppie della nostra Equipe, nel loro servizio di CRE, hanno messo nel proporsi come amorevoli giardinieri attenti alla crescita di una pianta.

Una pianta che ha il suo tempo per fiorire, che non necessariamente deve stare sempre in pieno sole, ha bisogno di nutrimento e acqua ma in giusta misura, per manifestare il progetto che il Creatore ha su di lei dando al mondo la gioia di poter godere del suo profumo, dei suoi colori, del suo messaggio di bellezza e compimento.

Proviamo a sintetizzare in tre aspetti il nostro punto di vista sul servizio di CRE.

 

1. Un servizio di coppia

Come amare e avere cura della nostra Equipe? Prima di tutto amando e avendo cura del proprio coniuge. E’ necessario avere presente che prima di tutto abbiamo scelto di intraprendere un cammino con il nostro coniuge, un cammino di crescita nel Sacramento del Matrimonio e in questo cammino impariamo nella nostra quotidianità ad amarci e a prenderci cura l’uno dell’altra alimentati e sostenuti dalla presenza del Signore che abbiamo scelto e vogliamo come nostro compagno di viaggio. Abbiamo poi sentito il desiderio, l’esigenza di condividere il nostro cammino con altre coppie che hanno scelto un percorso come il nostro. Oggi, come CRE, ci viene chiesto di amare e prenderci particolarmente cura di queste coppie che altro non sono che i nostri compagni di Equipe.

Fare un servizio di coppia è prima di tutto fare un servizio in coppia ed è proprio la coppia, la nostra coppia, il primo luogo del servizio. Il servizio CRE diventa allora una palestra per lavorare insieme, per confrontarci. E’ un’opportunità di crescita perché siamo costretti a trovare momenti in cui insieme pensiamo alle situazioni delle altre coppia della nostra Equipe, insieme preghiamo per loro. Noi due insieme ci facciamo carico, abbiamo nel cuore con uno sguardo d’amore i nostri amici, le loro ansie e le loro gioie diventano le nostre. Ci troviamo uno spazio per affidare la nostra Equipe al Signore pregando insieme. In realtà ci accorgiamo che pensare alla nostra Equipe con un senso di responsabilità ci rende più vicini, più uniti e attenti reciprocamente, più capaci di ascoltarci.

 

 

2. Custodi della nostra Equipe

Custodire nel senso di aver cura, difendere. Che significato ha avere in custodia questo piccolo gruppo di amici? In realtà abbiamo in custodia un bene che non ci appartiene: siamo partecipi di una comunità che non si è scelta come persone ma che ha scelto come obiettivo il percorso di crescita spirituale della propria coppia chiedendo fortemente la presenza del Signore. Tutte le coppie del Movimento sono animati dal medesimo desiderio ed è per questo che il senso di comunione e lo spirito che anima i nostri incontri è sempre lo stesso, è per questo che ci stupiamo di quanto sia facile e naturale condividere e aprire i nostri cuori anche quando incontriamo, fuori dalla nostra Equipe, Equipiers sconosciuti nel corso di riunioni di collegamento, sessioni, ritiri, serate di formazione.

Ci piace immaginare il ruolo della CRE come il filo di una collana di perle: le perle sono le persone, le coppie e i consiglieri; il filo le unisce nella loro individualità e fa in modo che siano sempre splendenti, utilizzando per ognuna di esse gli strumenti più adeguati, con sensibilità e delicatezza.

Non c’è un modo solo per essere CRE: come è diverso il modo di esprimere e manifestare l’amore per il coniuge, così ogni coppia, con le proprie caratteristiche e il proprio modo di essere rende unico ed irripetibile l’amore e la cura per la propria Equipe.

 

 

3. La CRE come ponte e finestra sul Movimento.

Questo è un punto che ci sta particolarmente a cuore, in particolare all’inizio del nostro servizio in EI. Crediamo davvero che la CRE abbia il grande privilegio di poter trasferire, attraverso i collegamenti e da essi al Settore, il sentire delle coppie, l’esperienza concreta della santificazione nella ferialità. Questi valori, questa vita vissuta, la realtà delle coppie e la loro arricchente diversità,  devono essere ben presenti nel Movimento per orientare gli interventi formativi, per poter leggere i segni dei tempi  con una consapevolezza concreta della storia degli uomini. Analogamente, la CRE deve riportare agli Equipiers lo sforzo che il Movimento fa per mantenersi fedele al carisma e all’intuizione originale, proponendo le linee di un percorso che attraversa la storia leggendola con gli occhi della coppia. La grande ricchezza del nostro Movimento è rappresentata dal contributo sempre nuovo che le coppie che subentrano nei servizi di responsabilità possono fornire, ciascuna con i doni che lo Spirito ha voluto distribuire.

 

 

4. Un compito “particolare”:

Abbiamo parlato (forse anche troppo….) del servizio CRE verso l’Equipe ed in particolare verso le altre coppie; ma non ci stiamo dimenticando di qualcuno? Ebbene sì,

il Consigliere Spirituale. Avere a cuore l’Equipe non può non determinare anche un nuovo sguardo d’amore sul CS e sulla sua comunità. Troppo spesso gli abbiamo delegato alcune parti della riunione come se fossero una prerogativa solo sua (la Preghiera, a volte anche il tema di studio). Impegniamoci a coinvolgerlo di più nella preparazione, nel rispetto dei suoi impegni.

Non possiamo non ascoltare le difficoltà e le fatiche quotidiane della nostra chiesa locale. Facciamoci sentire più partecipi alla vita della sua comunità, facciamogli sentire una nuova vicinanza, un affetto e un’amicizia, un calore e un’accoglienza che gli consentano di vivere l’Equipe non come un impegno ma come un momento di crescita e di ricarica, come avviene per noi.

 

In conclusione, “amiamo con il cuore di Dio perché il nostro diventi il mondo dell’amore”.

Non è facile ma……… facciamoci soccorrere dalla Parola:

“Siate misericordiosi, come è misericordioso il Padre vostro. Non giudicate
e non sarete giudicati; non condannate e non sarete condannati; perdonate
e vi sarà perdonato; date e vi sarà dato; una buona misura, pigiata,
scossa e traboccante vi sarà versata nel grembo, perché con la misura con
cui misurate, sarà misurato a voi in cambio". Lc 6,27-38

 

 

Pillole per la riflessione

 

1 La coppia è comunione di amore e di vita per il dono dell’amore e della vita

Nell’esperienza di CRE abbiamo potuto interrogarci meglio su quanto c’è di comunione in noi due, quale è il nostro grado di condivisione, di accoglienza concreta dell’altro, di come faccio esperienza della salvezza nel cammino di tutti i giorni con il coniuge, di quanto ci abbandoniamo a Dio nella preghiera. Non possiamo mettere in comunione l’amore se non condividiamo la vita: ripensiamo alla nostra vita di coppia con serenità e lasciandoci guidare dalla tenerezza. Guardiamo con misericordia prima di tutto noi stessi e scopriamoci tanto incompiuti quanto amati da Dio.

Da questa nuova consapevolezza della nostra imperfezione nasce una maggior cura dell’altro, e in particolare delle altre coppie della nostra Equipe: la nostra Equipe ci è stata affidata non per la realizzazione di grandi progetti umani ma perché in ogni coppia si realizzi il disegno di amore di Dio. E’ un Dio che ci cerca, che ha bisogno di noi perchè il Suo amore sia fecondo. Un aspetto del nostro servizio sta nell’aiutare le coppie della nostra Equipe a lasciarsi trovare da Dio, facilitando questo incontro con il pensiero, la preghiera, l’ascolto, la ricerca e il farci prossimi.

 

 

2 L’amore di relazione è il progetto di un incontro in divenire, dinamico e non ancora completato

Il nostro amore è concreto, la nostra relazione di coppia non è un progetto già completamente definito ma una storia da riscoprire ogni giorno, per meglio dire da abbracciare ogni giorno. E’ un abbraccio che non vuol rappresentare il possesso ma l’accoglienza, braccia che si aprono per ricevere e non per trattenere.

La responsabilità nell’Equipe incarna proprio questo atteggiamento, un abbraccio quotidiano della storia delle altre coppie che ci stanno a cuore e nel cuore, nelle loro speranze e difficoltà e nelle loro gioie, personali e di famiglia. Dove c’è un incontro non può esserci lontananza, disinteresse, la tua vita in qualche modo lascia una traccia in me, mi cambia, mi arricchisce di una nuova esperienza. In un angolo terrò sempre ben presente il tuo sguardo, le tue lacrime e il tuo sorriso, la tua preghiera spontanea, il tuo silenzio, (anche le tue inimitabili polpette con il sugo di pomodoro….)

 

 

3 Nella coppia si rende evidente la presenza di Dio nella ferialità

E nella tua storia di coppia della mia Equipe, mi fai vedere come Dio è presente oggi, qui, adesso e mi vuole bene attraverso il nostro incontrarsi, nel giorno qualunque, dal mattino alla sera e negli atti che si ripetono con apparente e banale rassomiglianza e continuità. La fatica del giorno non ci fa dimenticare che per essere visibilmente coppia occorre manifestare la tenerezza, l’accoglienza, la misericordia e il perdono.

Tenerezza, accoglienza, misericordia e perdono, rappresentano lo spirito del servizio della CRE verso l’Equipe di base: ecco perché noi crediamo che sia prima di tutto un servizio d’amore che ogni coppia interpreterà secondo i doni di ciascuno.