|
1.
Saluto e presentazione
Anche
quest’anno le CRS dei vostri 4 Settori hanno creduto bene
invitarci ad un momento così importante, nel cammino del
Movimento di Genova, come quello dell’incontro di inizio
d’anno con le CRE. Siamo loro grati perché ci hanno offerto
ancora una volta la possibilità di rivolgerci a tante coppie di
équipiers, ma soprattutto di sperimentare nuovamente
l’accoglienza e l’amicizia che riscaldano i nostri incontri.
Siamo
Patrizia e Marco Rena. Viviamo e lavoriamo ad Alessandria.
Patrizia insegna materie letterarie in un Istituto superiore ed
io lavoro nel settore della stampa digitale e fotolitografica.
Abbiamo due figlie: Elisa di 18 anni che frequenta il 5° anno al
Liceo Scientifico, e Chiara di 8, che frequenta la 3a
elementare.
Siamo
sposati da 22 anni, in équipe da 19 (Alessandria 7) con altre tre
coppie perché da quest’anno una coppia ha deciso di non
partecipare più. Inutile dire, perché è esperienza sicuramente
comune a molti, la sofferenza di questi distacchi, anche se sono
privi di conflitto e di animosità e non giustificati, a detta
della coppia stessa, da responsabilità attribuibili agli altri o
da situazioni a cui gli altri possono porre rimedio.
Vi
abbiamo rubato qualche minuto per raccontarvi della nostra équipe
di base perché le nostre radici sono in questo terreno. È un
senso di gratitudine che ci spinge a parlare, sempre e comunque,
della nostra Alessandria 7 e insieme è l’auspicio che possa
continuare con sempre nuove energie il proprio cammino.
E
poi è anche grazie alla nostra équipe di base, alla pazienza,
alla collaborazione, alla disponibilità dei nostri amici, se in
questi anni siamo riusciti a svolgere alcuni servizi nel
Movimento: piloti, responsabili di settore, ed ora responsabili
della Regione Nord Ovest B.
Per
giustizia di causa dobbiamo anche dire che più coppie del Settore
di Alessandria hanno reso e continuano e rendere possibile il
nostro servizio con il loro incoraggiamento e aiuto concreto e,
sempre per giustizia di causa, vogliamo dire che molto dobbiamo
anche alle coppie che fanno équipe regionale con noi e che hanno
contribuito e continuano a contribuire alla creazione del clima
giusto e delle condizioni giuste per lavorare insieme a un’opera
che non ci appartiene, ma che è del Signore. Non ci stiamo
dicendo come équipe regionale che siamo bravi, ma piuttosto che
siamo intenzionati sinceramente a rendere sempre più questa équipe
di servizio un laboratorio nella fraternità e di fraternità.
Questo è l’augurio che facciamo alle équipe di servizio che
lavoreranno, a seguire, in questa giornata, ma è anche
l’augurio che va ad ogni équipe di base come a ogni nostra équipe
di formazione che all’occasione si costituisce.
2.
Custodi
della nostra équipe
Quando
ci siamo seduti e ci siamo domandati: “che cosa andiamo a
raccontare questa volta agli amici di Genova” ci è venuto quasi
automatico il pensiero vivo del momento vissuto da tante coppie di
équipiers a Lourdes.
Confessiamo
che ormai, in un ventennio circa in cui stiamo nel Movimento,
abbiamo raccolto l’eco, ma soprattutto il testimone, di diversi
incontri internazionali e quest’anno avevamo davvero sperato di
poterci essere anche noi a respirare l’aria del Raduno. Invece
le cose sono andate diversamente e la nostra grotta è stata in
qualche modo rappresentata dal capezzale del papà di Marco dal
quale non abbiamo potuto né voluto allontanarci. Questo però,
forse, ci ha permesso di immedesimarci nei tanti équipiers
chiamati comunque a partecipare, accompagnando, da casa, il Raduno,
prima attraverso la preparazione avvenuta ad esempio con un tema
di studio ad hoc, poi seguendo per quanto possibile, sul sito, le
cose nel loro svolgersi, e infine facendo nostri quegli orientamenti
di vita che sono “frutto di discernimento delle coppie
regionali di tutto il mondo e dono che il Signore fa ad ogni équipes…”.
Così
recita, proprio nelle prime righe, la Lettera da Lourdes
che abbiamo tra le mani e che anche voi riceverete presto. Sì, la
consegna è fatta, in primo luogo, ad ogni équipes, alle nostre
équipes di base, alle équipes che, per voi CRE qui presenti,
quest’anno sono vostre in modo particolare, sono affidate a voi
come custodi di un nodo che lega una maglia all’intera rete
del Movimento.
Abbiamo
con queste parole recuperato in somma sintesi un’immagine che,
chi ci conosce, sa esserci molto cara, immagine che ci ha fatto
molto piacere ritrovare proprio in testa a quel decalogo
che le vostre CRS vi consegneranno questa mattina.
Sempre
nella Lettera da Lourdes, “naturalmente di seguito” al
richiamo fatto ad ogni équipe c’è quello rivolto ad ogni
Settore, Regione, al Movimento tutto affinché ognuno possa “approfondire
la propria vocazione cristiana attraverso uno stile di vita
evangelico che si incarna in ogni coppia unita nel Sacramento
del matrimonio ed anche nell’esperienza dei preti consacrati nel
Sacramento dell’ordine, e di ogni consigliere spirituale”.
Ancora
poche righe direttamente dalla Lettera: “Gli orientamenti di
vita sono una chiamata ad aprire il cuore ed il vivere
quotidiano ad una dimensione spirituale che trova origine nel
cuore di Dio; noi li esprimiamo nell’amore verso il prossimo
che rende le nostre Equipes Notre Dame comunità di coppie,
riflesso dell’amore di Cristo”.
3.
Un
cammino di conversione
“Come
io vi ho amato, così amatevi anche voi gli uni gli altri”.
Ecco l’icona evangelica di riferimento in questa Lettera.
Abbiamo letto chissà quante volte nel Vangelo di Giovanni queste
parole.
Una
riflessione sembra, a questo punto, sorgere quasi spontanea:
quelli che abbiamo finora ascoltato, vangelo compreso, sono
richiami sentiti mille volte, parole non nuove, ma che sono
l’indicazione che può fare veramente nuova la vita, perché
sempre nuove sono le fasi, le circostanze, le condizioni di
lavoro, di salute, di relazione che la vita quotidianamente ci
propone e il Signore Gesù sempre lì a chiederci di amare come
lui ci ha amato.
Ecco
perché è sempre tutto e comunque nuovo da fare; l’esperienza
cristiana forse è cominciata per ciascuno di noi in un momento
che riusciamo anche a recuperare nella nostra memoria, ma certo
non può mai dirsi finita, compiuta. Siamo sempre in cammino, un cammino
di conversione; lo siamo come singoli, come coppie, come équipe.
Forse abbiamo fatto anche questa esperienza: non ci siamo mai
ritrovati tanto lontano dalla meta come quando abbiamo creduto di
essere arrivati da qualche parte nella fede. Ecco perché il
nostro vivere è sempre cammino e progetto, disponibilità a
muoversi e a cambiare sollecitati dalla storia stessa.
4.
Chiamati
a creare luoghi di persone
Ancora
ci hanno colpito le parole che Carlo e Maria Carla Volpini, nostri
nuovi responsabili internazionali, hanno inserito nel loro
intervento conclusivo al Raduno di Lourdes e che abbiamo ritrovato
nel vostro notiziario dello scorso ottobre: “Le
équipes devono poter essere, per se stesse e come testimonianza
alla Chiesa e al mondo, luogo di persone e di coppie capaci di
mettere insieme ciò che hanno e ciò che sono e di farne dono per
sé e per gli altri”.
Queste
parole ci suggeriscono l’idea che gli équipiers non sono
persone di un luogo, cioè facenti parte di una équipe di base,
di un Movimento, della Chiesa, del mondo, come se questi fossero
appunto luoghi frequentati più o meno assiduamente e in maniera
appagante, ma sono chiamati a creare luoghi di persone e coppie,
ovvero occasioni di incontro, di scambio, di relazione possibile e
autentica, gratificante, “amorosa” secondo Cristo, anzi
amorosa perché con Cristo Amore in mezzo. Solo così saremo
testimoni, cioè gente che dice un vissuto, che dice perché ha
visto, udito, toccato con mano che un certo modo di vivere più
umano, veramente umano, è possibile.
Abbiamo
detto possibile, non facile, non automatico… ma comunque
possibile. È possibile qui e ora, in quel quotidiano in cui siamo
costantemente immersi e costantemente soggetti alle insidie della
nostra fragilità di uomini.
Ma
per testimoniare tutto questo dobbiamo diventare capaci di mettere
insieme ciò che abbiamo e siamo (questo dicono ancora Carlo e
Maria Carla). Già, perché capaci si diventa, ci si allena, ci si
educa a fare del qui e ora, della nostra quotidianità domestica,
ecclesiale e mondana un possibile tempo felice, segno e speranza
di eternità. Ecco allora la pedagogia dell’END,
l’appello a quell’impegno e a quella tensione intorno ai
nostri punti concreti di impegno che ci viene dalle prime
battute degli Orientamenti: “Per ogni équipiers la piena
adesione alla Carta delle END implica l’accettazione completa
dei punti concreti di impegno e la tensione a metterli in pratica.
Sono punti di riferimento, sostegni nella vita delle coppie
sposate che spingono a proseguire nel cammino di santità”. E
di seguito leggiamo: “Il pasto fraterno, il tempo della messa
in comune, la preghiera condivisa e meditata, il tempo di
formazione sul tema di studio, … contribuiscono in egual misura
a vivere il tempo forte della riunione di équipe, in cui si
accoglie Gesù Cristo come fratello”. Ecco gli attrezzi
preziosi di cui disponiamo e la cui cura è affidata, per
quest’anno, a voi CRE qui presenti. È il Metodo che ci chiama a
mettere insieme ciò che abbiamo (sì, anche aspetti della
materialità come il cibo, la quota, l’aiuto coi figli) e ciò
che siamo. Potremo capire, così, che disponiamo davvero di molto,
insieme, già a partire dalla nostra équipe di base. Immaginiamo
di quanto in più potremo disporre aprendoci al Movimento intero,
alla Chiesa, ma anche al mondo.
Davvero
il primo dono che facciamo, agendo così, è a noi stessi prima
ancora che a chiunque altro. Abbiamo l’opportunità di
verificare (e la nostra poca fede ne ha sempre bisogno) la verità
delle parole del Signore che ci ricordano che solo chi perde la
propria vita (la mette in gioco, la condivide, la offre) la
ritrova pienamente.
5.
La
profezia collettiva
Con
queste poche parole non siamo certamente riusciti a fare neppure
un breve volo di ricognizione su tutto ciò che la “Lettera da
Lourdes” contiene. La riflessione è proprio solo appena
cominciata, noi stessi non abbiamo voluto e saputo andare oltre.
Ma questo non era né un nostro obiettivo, né un nostro compito.
Saranno certamente tante le opportunità di rimettere mano a
questi orientamenti, di vivificarli attraverso il contributo di
tanti équipiers, attraverso occasioni quali le Sessioni
Nazionali, le Giornate di Settore…
Proprio
attraverso la Sessione Nazionale, che quest’anno si è comunque
voluta tenere nonostante il Raduno in programma a Lourdes e che si
è però voluta inserire nel cammino di preparazione allo stesso
Raduno, si è cercato di chiedersi dove va il Movimento, o meglio
dove andrà in un futuro che è già oggi, quale la profezia
collettiva di cui le END sono portatrici e che ci invita tutti a
spenderci nel mondo per rivelare le ricchezze del matrimonio
cristiano.
Uno
specifico invito ad affrontare come tema di studio questo discorso
ancora così aperto della profezia collettiva è stato
rivolto in particolare ad équipes di servizio come quella
regionale e quelle di settore (le CRS qui presenti ne hanno
sentito parlare nel loro consueto incontro annuale di Sassone),
perché quanto emerso dalla Sessione, insieme a quanto emerso dal
Raduno, ha ancora bisogno di essere ruminato e metabolizzato,
verificato a confronto con quella che molti riconoscono come
profezia del mondo. Dobbiamo diventare sempre più occhi e orecchi
aperti ai “segni dei tempi”, a ciò che attraverso di essi Dio
ci vuole dire.
6.
Conclusioni
Allora
tutti, a cominciare dalle nostre équipes di base, dobbiamo
lavorare per scoprire, prima ancora che rivelare, le ricchezze del
matrimonio cristiano, ricchezze che non potremo certo tenere per
noi, ma dovremo spendere all’esterno. Dobbiamo cioè prepararci,
sempre ed instancabilmente, ad impegnarci in un dialogo franco e
affettuoso con la storia, a cominciare da quella piccola, fatta di
parenti, amici, colleghi… che ci chiedono, a buon diritto, conto
delle tante energie che spendiamo per tenere vivi l’amore e
l’unità della nostra coppia.
Crediamo
che sia doveroso, per noi, accettare sempre questa sfida, ma per
farlo abbiamo bisogno di tanto ascolto della Parola, di tanta
preghiera, di tanto studio, di tanto scambio con chi crede che il
tutto vada sostenuto insieme in una grande rete creata dalle tante
maglie di cui voi CRE siete custodi.
|